Martedì 31 Agosto 2010

www.italianiliberi.it

PRESENTAZIONE E OBIETTIVI

 

Il Movimento politico e culturale “Italiani Liberi” si propone di difen- dere e rafforzare l’identità naziona-
le, storica e culturale degli Italiani e
di ristabilire l’indipendenza dell’Italia uscendo dall’Unione europea.


Registrazione n° 544/2003 presso il Tribunale di Roma

 

 
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| LETTERE  (23.07.10)| ARCHIVIO |   email   INFORMAZIONI VARIE |
  COME ASSOCIARSI AGLI ITALIANI LIBERI  |

Omaggio agli Italiani
- una storia per tradimenti -

Ida Magli
 ; BUR 2008
2° Edizione

 editoriale

ROGO NEL CAMPO, MUORE UN BAMBINO
Nomadi, invitiamoli
a essere "vivi"

di Ida Magli
il Giornale 28.08.2010


  
Ancora una volta un bambino è morto nel rogo sviluppatosi in un campo nomadi abusivo. Questa la notizia di oggi. Ma io ho già scritto molti articoli per i bambini nomadi morti in un incendio. Per quelli morti a Roma, lo ricordo con tanta rabbia e con tanto dolore, questo è il terzo (e speriamo che almeno si salvi il fratellino rimasto gravemente ustionato). Avevo anche scritto che, almeno noi, gli italiani, non avremmo più sopportato simili morti e che chiunque difenda la cultura nomade ne è responsabile. continua
 editoriale
Un Ministro dell'Interno: Cossiga

di Ida Magli
il Giornale 24.08.2010


  
 Sono molto stupita del coro di elogi che viene rivolto a Cossiga da tutte le parti. E’ vero che il “Palazzo” non sa fare a meno di cogliere ogni occasione per vantare se stesso; ma il Cossiga che ha percorso tutti i gradini della carriera politica senza dare nulla all’Italia, salvo le battute maligne con le quali aggrediva, sotto false spoglie, amici e nemici, non merita neanche la minima parte di questa esibizione di solidarietà corporativa. continua
 editoriale
L'America rivendichi
il diritto alla sacralità
di Ground Zero


 America must assert the Right of Sacredness for Ground Zero

di Ida Magli
il Giornale | 05.08.2010


  
 Sembra un po’ strano, almeno a prima vista, che tocchi all’Europa cominciare un nuovo ciclo storico: difendere l’America dai suoi stessi errori. Eppure questo momento è arrivato. Ci siamo accorti delle debolezze, e delle conseguenti gravissime ripercussioni negative, del sistema americano di gestione delle “differenze” – differenze etniche, religiose, culturali – perché dalla fine della seconda guerra mondiale le abbiamo adottate anche noi, e la legislazione europea, con le sue norme antirazzismo, antixenofobia, ne è piena. continua
 editoriale
Il coltello
e la prigione del sesso

di Ida Magli
il Giornale | 03.08.2010


  
E' troppo doloroso e troppo difficile fermarsi col pensiero a immaginare un ragazzo di sedici anni che porta con sé un coltello e lo infila nell’addome di un ragazzo, o meglio un bambino, di tredici anni, per riuscire ad andare oltre alla “scena”. Avrei voluto non doverla commentare perché ho l’impressione che qualsiasi commento interferisca, sminuendola, con una tragedia assoluta. Tragedia per l’età dei protagonisti, per il mondo interiore che rivela, per la responsabilità che tutti noi ne portiamo da quando abbiamo in pratica cancellato i ruoli e i comportamenti, soprattutto quelli sessuali e amorosi, connessi alle classi d’età. continua
Cari Italiani Liberi,
vi segnalo in particolar modo la pubblicazione da parte di due esponenti del PD di un libro a due voci che distrugge tutto quanto è stato detto fino ad oggi da parte della Sinistra sull’Unione europea. Lo segnalo perché non capisco quale sia il motivo di una tale drastica decisione. Enrico Letta è il vicesegretario del maggior partito di Opposizione: non può aver predisposto una macroscopica smentita di ciò che ha fatto la Sinistra chiamando appositamente alla propria guida l’uomo, Prodi, che doveva condurre l’Italia in Europa e, con apposite finanziarie e tasse ad hoc, vantarsi dell’abbandono della lira per usufruire dell’euro, senza calcolarne la ricaduta negativa sul proprio partito. Dunque, perché? Ripeto che non lo so, ma una delle ipotesi possibili è che abbia messo le mani avanti (sapendo evidentemente qualcosa più di noi) per l’eventualità del crollo dell’euro.
Ho voluto richiamare l’attenzione di tutti gli amici che leggono il nostro sito sulla “stranezza” di una simile dichiarazione di fallimento dell’Europa, affinché ci riflettano, ed eventualmente preparino il da farsi, soprattutto in funzione dei propri affari di lavoro, economici, finanziari.
                                                                        Ida Magli

 editoriale
L'Europa è finita?

di Ida Magli
il Giornale 29.07.2010

  
  Io non so se due uomini importanti del PD, Lucio Caracciolo ed Enrico Letta (che ne è anche vice segretario) si rendano conto di ciò che hanno fatto rendendo pubblico il loro pensiero sull’Unione Europea attraverso un dibattito edito in questi giorni che porta il titolo: L’Europa è finita? Nonostante il linguaggio tranchant di Caracciolo, e le terribili vie di fuga sognate da Letta, ritengo di no. E’ talmente veritiera, infatti, e talmente catastrofica la loro descrizione della situazione attuale dell’Europa, ma soprattutto la loro consapevolezza degli evidenti errori compiuti fin dall’inizio nell’edificarla, che ci si chiede quale possa essere il motivo di una simile confessione. “Togliere la maschera all’Europa”,  come ripete più volte Caracciolo? Questo significa riconoscere che sono state dette sempre e soltanto menzogne alle centinaia di milioni di cittadini ai quali è stata imposta dall’alto, esaltandone benefici inesistenti, non permettendo mai un dubbio, una domanda critica.
 continua

 editoriale
La legge dell'Islam:
la moglie si compra
e si può picchiare

 An islamic man arrested because he was beating his wife: “I can do it,
she is mine”

di Ida Magli
il Giornale | 08.07.2010


  
Un marocchino che picchia la moglie non fa quasi più notizia in Italia. Abbiamo purtroppo dovuto commentare casi ben più gravi, addirittura l'uccisione di una moglie o di una figlia sulla base di motivazioni assolutamente incomprensibili e inaccettabili per la legge e per il costume italiano. Questa volta, però, non sarà inutile tornarci sopra, per due aspetti particolari. Il primo è che si tratta di un caso non di una singola esplosione di violenza motivata da una ragione particolare, ma di maltrattamenti continuati e gravissimi da parte di un marocchino che vive da parecchio tempo in Italia e che la giovane moglie, sposata con regolare contratto a Casablanca, ha poi raggiunto nella sua sede italiana. continua

 editoriale
Lo sfregio:
San Giorgio islamico

di Ida Magli
il Giornale | 01.07.2010


  
La fantasia eresiarca dei nostri amministratori non conosce limiti. È vero, il palio di Siena non ispira, almeno oggi, nessuna spiritualità; ma da qui a consegnarne il simbolo, lo stendardo con la figura di un Santo, alle mani di un fedele di un'altra religione, si passa dall'eventuale devozione che gli organizzatori della festa evidentemente non possiedono, a una vera e propria forma di disprezzo. Disprezzo per i Santi in generale e per San Giorgio in particolare. continua

 editoriale
Perché il calcio
non si addice all'Europa

di Ida Magli
il Giornale | 27.06.2010


   Non uccidetemi, vi prego. Caro Direttore, cari Lettori, invoco la vostra “tolleranza”. Lo so, lo so: le vicende della Nazionale sono state sviscerate sotto tutti  gli aspetti possibili dai massimi competenti del gioco calcistico, dai giornalisti, dai politici, dai tifosi, per cui sembrerebbe che non ci fosse nient’altro da aggiungere; ma esistono dei motivi di fondo che nessuno ha affrontato (almeno che io sappia) e che purtroppo spetta proprio a me cercare di spiegare. continua  
vedi anche:


 editoriale
Da detenuti a soldati
del jihad, ora in cella
l'islam fa paura


 From Prisoners to Jihad Soldiers: Scary Islam in Jail

di Ida Magli
il Giornale | 24.05.2010


  
Fra i tanti problemi posti dall’eccessiva presenza in Italia d’immigrati, uno dei più difficili da risolvere è quello dell’alto numero di musulmani nelle carceri. Si tratta di molte migliaia di persone che si trovano a vivere una delle esperienze più dolorose, quale appunto quella della privazione della libertà, in un ambiente dove non si parla la loro lingua, dove non possono condividere col compagno di cella né ricordi del passato né progetti per il futuro; dove, insomma, la “estraneità” della terra d’origine, della patria, della religione, dei costumi, dei sentimenti, delle abitudini quotidiane, già tanto forte all’esterno, assume in un certo senso una dimensione “essenziale”. Soltanto se si fa lo sforzo di comprendere quest’aspetto del vissuto carcerario dei musulmani, si può rendersi conto di come la scoperta, o la riscoperta della devozione religiosa, attraverso le cure che in tal senso porgono loro i più solerti compagni, divenga un legame e una forza di salvezza.  continua

 editoriale
Denaro e suicidi

 Money and Suicide

di Ida Magli
ItalianiLiberi | 20.05.2010


  
Nell’azienda di France Telecom si sono suicidati, dall’inizio del 2008, cinquanta dipendenti, tutti dirigenti e tecnici. Secondo il rapporto trasmesso alla giustizia francese dall’Ispettorato del Lavoro, questi suicidi sono la diretta conseguenza della soppressione di 22.000 posti di lavoro e il trasferimento di 10.000 dipendenti effettuato dall’azienda negli ultimi due anni e mezzo. Si tratta di una notizia sconvolgente e che pure nessuno, neanche a sinistra, ha adeguatamente commentato. Non è soltanto la perdita del posto di lavoro che può indurre cinquanta persone (che probabilmente non sarebbero rimaste sul lastrico trattandosi di personale qualificato) ad uccidersi, ma la sparizione improvvisa dell’ambiente in cui si vive, della professione in cui si crede, e la spietatezza con la quale questo ambiente viene dichiarato inutile e trasformato nelle macerie di una città bombardata. continua

 editoriale
La sconfitta rosa:
tanta pubblicità
ma pochi voti


di Ida Magli
Il Giornale 11.05.2010


  
Riflettere sui risultati delle elezioni inglesi dal punto di vista degli scarsi successi ottenuti dai candidati di sesso femminile può naturalmente essere utile, oltre che per comprendere l’atteggiamento particolare  dell’opinione pubblica britannica in questo campo, anche quello di altri paesi d’Europa dove per le donne continua ad essere difficile giungere a ruoli direttivi e di responsabilità pubblica. E’ vero che le differenze storiche, psicologiche e culturali fra una nazione e l’altra sono molto forti, ma dopo il lungo itinerario che la questione femminile ha percorso in Europa dal secondo dopoguerra in poi, prima con la pressione del femminismo, poi con l’adeguamento legislativo, almeno in linea di principio nessuno (o quasi nessuno) mette più  in dubbio il diritto delle donne all’uguaglianza. C’è però un “non-detto”, di risentimento, di frustrazione, che si è accumulato negli ultimi anni nella coscienza maschile, in maniera diversa da paese a paese perché erano diversi in partenza i costumi sociali e i rapporti fra i sessi, ma simile nei risultati, e che andrebbe analizzato in modo oggettivo, permettendogli di esprimersi ad alta voce in modo da poterne conoscere e discutere le ragioni. continua

 editoriale

Liberiamoci
dallo strapotere
dei banchieri


 Let us get rid of the Bankers’ unbearable Power

di Ida Magli
Il Giornale 10.05.2010


  
O adesso o mai più. Che cosa aspettiamo a liberarci della sovranità dei banchieri, della rete fittissima dei loro interessi con i quali ci hanno avvolto stritolandoci? Perfino Angela Merkel ha perso il controllo, di fronte alla catastrofe finanziaria di questi giorni, e ha denunciato ad alta voce quello che qualcuno si azzardava appena a pensare dentro di sé: “I mercati stanno avviando una battaglia contro i politici”. Nessuno, però, ha osato commentare quest’affermazione, di per sé esplosiva e destabilizzante; ma soprattutto incomprensibile per la maggioranza dei cittadini. Incomprensibile perché ci hanno sempre lasciato credere che fossero i politici a detenere il massimo potere. Invece sono i banchieri, giacché fabbricano la moneta, mentre i politici sono loro soci negli interessi, ossia nel prezzo, fissato dai banchieri stessi, che paghiamo per farci “prestare” il denaro (il famoso “debito pubblico”).  continua

 editoriale

Quella moneta unica
ancora in cerca
della sua immagine


  That common Currency still looking for an Image

di Ida Magli
Il Giornale 05.04.2010


  
In una pagina del Giornale del 30 aprile scorso tutta dedicata agli attuali problemi monetari, Giuseppe De Bellis si è soffermato su di un tema essenziale e che era davvero ora che qualcuno affrontasse: non è soltanto l’economia a fare la forza di una moneta perché “la vera forza del dollaro è l’immagine dell’America”. Si tratta di un’affermazione che ovviamente riguarda tutte le monete; ma purtroppo gli economisti e i banchieri assolutizzano il proprio campo d’azione (come capita a tutti i dittatori) facendo dipendere la forza delle monete quasi soltanto dal PIL, dal commercio o dal debito pubblico di una nazione. E’ vero: è l’idea universale di un’America “giovane”, entusiasta, energica, vittoriosa, in qualche modo sostanziata di “futuro”, e pertanto prototipo di una modernità che rimane sempre tale, ad aver comunicato al dollaro, quasi in forma sacramentale, questa stessa immagine.
E’ indispensabile fare un’identica riflessione nei confronti dell’euro.
 continua

 editoriale

Quella terra d'origine impossibile da sradicare

  That Motherland impossible to Uproot

di Ida Magli
Il Giornale 05.04.2010


  
Shahzad Faisal, un pachistano di trenta anni, naturalizzato americano, sarebbe l’autore del fallito attentato di New York, ossia di un attentato contro la sua patria acquisita e che avrebbe dovuto scatenare il terrore uccidendo molti americani suoi compatrioti. Poche righe, in apparenza semplicissime, descrivono in realtà una situazione che, nella sua chiarezza, è però molto difficile da far accettare a coloro che guidano l’Occidente. “Naturalizzato americano”: è questo il punto. Politici e amministratori d’Occidente, convinti che sia necessario annullare il più possibile le differenze fra popoli e nazioni per ottenere alla fine un mondo uniforme in cui l’uguaglianza regni sovrana, si sono arrogati il diritto di affermare quali siano, o quali debbano essere, i sentimenti, gli affetti, le passioni, dei cittadini, prendendo il  posto della natura e della storia. Hanno creduto perciò che fosse sufficiente, per  creare un americano (ma allo stesso modo anche un italiano, un tedesco, un francese…) scriverlo sulla carta d’identità. Pericolosissimo, anzi tragico, errore dato che non c’è cosa più “naturale” (il che significa che nulla o quasi nulla può cambiarla) che l’amore per la terra, la nazione,  la lingua, la cultura, la storia dalle quali si proviene e che sono  condivise dai propri padri, dai propri fratelli.  continua

 editoriale

Ma che cosa vuole Fini?

di Ida Magli
Il Giornale 24.04.2010


  
Ma che cosa vuole Fini? Sono ormai molti mesi che questa domanda rimbalza da un giornale all’altro, da un dibattito politico all’altro, senza che nessuno riesca a fornire una risposta soddisfacente. Si è stancato di un ruolo troppo statico agli occhi del pubblico? Non vuole apparire dipendente dalla supremazia di Berlusconi? Non sopporta il successo della Lega nelle regioni del Nord? Cerca di accreditarsi presso la Sinistra pensando al futuro post-berlusconiano? Tutti gli interrogativi sono leciti perché in realtà la risposta è impossibile da trovare se non ci si convince che tutto ciò che viene detto e fatto va in scena al solo scopo di porre le premesse di un oscuro progetto. “Oscuro” per due motivi: perché è composto di due parti, una in contraddizione con l’altra, e perché lo scopo finale quasi certamente non si realizzerà nel modo voluto. continua

 editoriale

Suicidio in strada,
la morte ridotta a banalità


di Ida Magli
Il Giornale 23.04.2010


  
 La nostra società vive oggi su due piani diversi di percezione dei significati: quello “reale”, dato dall’insieme dei valori che si sono creati negli ultimi anni in base alla spinta dei nuovi comportamenti, e quello “ideale”, che risuona quasi per istinto in base ai valori di un passato che ha attraversato millenni e che, per quanto superato, non è però mai stato messo apertamente in discussione. Al centro di questo profondo disagio c’è la morte. Non la morte in senso filosofico o teologico, ma la morte così come si è presentata agli uomini fin dall’inizio della loro storia: il cadavere. La morte, infatti, non è “pensabile”; è stato sempre e soltanto il cadavere che ha costretto gli uomini a prendere posizione, e prima di tutto a chiedersi: si risveglierà? Che cosa ne facciamo? Dove lo mettiamo? Ritornerà? Antropologi, storici, etnologi sono rimasti stupefatti davanti alle incredibili manovre che ogni popolo compie, o ha compiuto, intorno al cadavere; non hanno trovato in nessun altro campo tanta preoccupazione, tanta varietà di costumi.  continua

 editoriale

E ora l'Islam
diventa il simbolo
del Continente


  And now Islam becomes the Symbol of Europe

di Ida Magli
Il Giornale 21.04.2010


  
 Parlare di ciò che ha deciso il Consiglio d’Europa fa uno strano effetto: viene subito alla mente, infatti, il pensiero che una istituzione dal nome così pomposo e impegnativo quasi certamente gli italiani non sanno neanche che esiste e tanto meno che cosa ci stia a fare. Frutto di una vaga idea europeista della Francia e dell’Inghilterra appena uscite dalla guerra (risale al 1949) e composto dai ministri degli Esteri e da parlamentari indicati da quasi tutti gli Stati d’Europa, anche non appartenenti all’UE, il Consiglio d’Europa è uno dei tanti organismi internazionali che esistono quasi soltanto sulla carta e che assorbono montagne di denaro pur essendo privi di compiti precisi. Proprio per questo, però, ogni tanto il Consiglio d’Europa si ricorda di dover certificare la propria esistenza in vita e si affaccia sulla scena del mondo con qualche iniziativa sui generis. Questa volta si tratta di un concorso per la più bella moschea d’Europa.  continua

 editoriale

Che triste l'occidente
che tratta i vecchi
come malati terminali


  How sad is the West that treats  the Elderly as terminally ill

di Ida Magli
Il Giornale | 14.04.2010


  
 Altro che “pace”! Sembra proprio che in Occidente l’umanità non sappia fare a meno di avere a che fare sempre con la morte. Siamo riusciti a liberarci dell’uccidere e del farci uccidere nelle guerre, dell’obbligo della leva; siamo riusciti ad assumere soltanto volontari nelle forze armate, ad eliminare con l’igiene e con i vaccini l’imperversare della morte nelle epidemie, a curare e guarire la maggior parte delle più gravi malattie, ma vogliamo che la morte, e il pensiero della morte, stia sempre in mezzo a noi.   continua

 editoriale

Il Lazio
e i compiti di una donna



di Ida Magli
Italiani Liberi 08.04.2010


  
 Al governo della regione Lazio è stata eletta una persona piena di energia e dalla quale tutti si aspettano, anche in base alla sua esperienza di sindacalista, la messa in ordine dei tanti problemi concreti, quali quello della sanità e del suo enorme debito, abbandonati da troppo tempo al loro destino.  continua

 editoriale

Chi è che vuole
a tutti i costi
il suicidio della Grecia?



  Who wants at all costs the Suicide of Greece?

di Raffaello Volpe
Italiani Liberi 27.03.2010


  
 Prestare denaro alle aziende facendole indebitare fino all’insolvenza e occultarne gli enormi passivi, per poterle poi acquisire a prezzi stracciati, è un “metodo” da sempre presente nella storia dell’economia. Gli usurai l’hanno sempre fatto con i piccoli proprietari, molti dei quali alla fine si suicidavano. Quello che colpisce è la sua progressiva estensione a tutto il pianeta, in particolar modo negli ultimi vent’anni. È così che le multinazionali, di supporto alle connesse super banche mondiali di proprietà dei “soliti noti”, si sono appropriate della maggior parte delle aziende esistenti.  continua

 editoriale
In questi giorni si parla spesso del colore “viola” in riferimento al Popolo di Internet. Ho pensato che potesse interessare gli amici degli Italiani Liberi un mio piccolo saggio sul “viola”, pubblicato nel lontano 1986,  in cui si trovano molte riflessioni utili a far comprendere come ben si adatti questo colore conturbante a moltitudini collegate soltanto dalla parola...


SCENARIO
Dal «popolo viola»
al governo del mondo


 From the Violet People to the World Government

di Ida Magli
Il Giornale | 06.03.2010


  
 Pare che sia stato il finanziere Soros ad assegnare il colore viola al “Popolo di Internet”. Averlo chiamato “popolo” è con tutta evidenza una mistificazione in quanto fino a ieri si è identificato come Popolo un gruppo residente stabilmente in un determinato territorio, unito dalla lingua, dalla religione, dal passato storico. La somma di molti individui, quindi, non è un Popolo; ma il passaggio dal virtuale al reale, chiamando a raccolta i frequentatori della Rete, è stato deciso per cominciare a dare forma a quella omogeneizzazione mondiale delle persone, dei mercati e dei governi cui lavora già da molti anni l’alta finanza. Il vero colpo di genio è stato quello di fornire ad una massa “liquida” come quella di internet, una specie di “identità” e di comune appartenenza attraverso un colore unificante. Milioni di persone senza nome e senza volto, assolutamente ignote l’una all’altra, ma unite dal “viola”, sono apparse d’un tratto nelle strade e nelle piazze delle città, convinte di somigliarsi, di ri-conoscersi, e hanno fatto le prime prove di quella che nelle intenzioni dei grandi finanzieri che oggi possiedono il mondo, sarà la reductio ad unum dei popoli e la capacità di governarli a livello globale.  continua

 editoriale

CROCIFISSO E BURQA
Sorpresa, l'Europa
riscopre se stessa


  Surprise: Europe rediscovers itself

di Ida Magli
Il Giornale | 03.03.2010


  
 Può darsi che si tratti soltanto di una casuale coincidenza. Sembra, tuttavia, che si possa interpretare come un segnale, per quanto piccolo, di una nuova tendenza, il fatto che mentre l’Europa ha dato ragione all’Italia nella questione dell’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici, i cittadini delle maggiori nazioni dell’UE abbiano espresso parere contrario, in un apposito sondaggio, all’uso pubblico del velo totale. Due fatti molto diversi, certamente, ma ambedue di grande rilievo nella situazione attuale di difficile convivenza dei cittadini con la maggioranza musulmana degli immigrati, proprio per quanto riguarda l’atteggiamento di rispetto e di difesa dei propri costumi e dei propri simboli religiosi; tanto più che fino ad oggi le autorità politiche e in parte perfino quelle religiose, hanno inculcato la tolleranza verso gli stranieri molto più che il dovere della fedeltà a se stessi. continua

 editoriale

IMMIGRAZIONE
La lezione degli australiani

  The Lesson of the Australians


di Ida Magli
Il Giornale 22.02.2010


  
 Sono stanco del fatto che questa nazione debba preoccuparsi di sapere se offendiamo alcuni individui o la loro cultura. La nostra cultura si è sviluppata attraverso lotte, vittorie, conquiste portate avanti da milioni di uomini e donne che hanno ricercato la libertà… La maggior parte degli Australiani crede in Dio. Non si tratta di obbligo di cristianesimo… ma è un fatto. Se Dio vi offende, vi suggerisco allora di prendere in considerazione un’altra parte del mondo. Questo è il NOSTRO PAESE, la NOSTRA TERRA e il NOSTRO STILE DI VITA…se non fate altro che prendervela con il nostro stile di vita…allora vi incoraggio fortemente ad approfittare di un’altra grande libertà australiana: IL DIRITTO AD ANDARVENE.”
Chi è che parla così agli immigrati musulmani? Il peggiore dei “razzisti”, degli “xenofobi”, degli “integralisti”? Sarebbero, queste, infatti, le etichette pronte per chiunque avesse pronunciato un tale discorso in Italia, dove è stato definito “xenofobo” il 45%  degli Italiani per aver affermato, in una apposita rilevazione statistica, di non gradire la presenza degli stranieri. E’ il signor John Howard, invece, ex Capo del Governo australiano, che ama il suo paese, che non tradisce la propria patria e i propri concittadini, e che non esita a dire alcune indiscutibili verità.
continua

 editoriale

AVVERTENZA IMPORTANTE PER I LETTORI
Riflessioni attuali
su Banche e Banchieri 


  Present-day Considerations about Banks and Bankers

di Ida Magli
ItalianiLiberi 27.01.2010


  
 Ringrazio tutti coloro (e sono molti) che mi hanno scritto compiacendosi della pubblicazione su di quotidiano politico (Il Giornale) del mio articolo sulla questione della sovranità monetaria. Il silenzio da parte di tutti gli organi d’informazione, su un argomento determinante per l’indipendenza politica ed economica della Nazione come questo, è sempre stato così assoluto che l’apparizione di un solo articolo ha suscitato meraviglia e addirittura entusiasmo da parte dei lettori, sia di quelli che ignoravano del tutto il problema, sia e soprattutto di quelli che si battono da anni in questo campo ma che sanno bene che il silenzio dei giornalisti rappresenta la prova sostanziale dell’impossibilità di uscire dalla prigione.
Ebbene io prego tutti di non scrivere a me ma al Direttore Vittorio Feltri; di inondarlo di lettere, o nella rubrica apposita del sito web del Giornale, o in quella del quotidiano a stampa, oppure nelle rubriche riservate ai Lettori di altri organi di informazione perché, senza l’interesse e l’appoggio forte, esplicito, il più numeroso possibile dei Lettori, lo sforzo che è stato fatto per uscire allo scoperto non servirà a nulla. Nessuno ci tornerà più sopra o, diciamo meglio, a nessuno sarà più permesso tornarci sopra. Si tratta di una battaglia davvero all’ultimo sangue, alla quale, però, tutti possono partecipare purché non si lasci spazio al silenzio neanche per un giorno. Banche, Banche, Banche: dobbiamo parlare sempre di Banche...
  continua

 editoriale

I padroni degli Stati

  The Masters of the States

di Ida Magli
ItalianiLiberi 17.01.2010


  
 Da molti giorni si discute di tasse: tagliarle, non tagliarle, con la conclusione, abbastanza assurda, che questo non si può fare, come ha detto Berlusconi, a causa “dell’eccessivo debito pubblico e dell’aumento degli interessi da pagare su questo debito”. Assurda nel senso che non si capisce perché mai il Governo abbia avanzato un’ipotesi del genere se non aveva intenzione di passar sopra al problema del debito pubblico e dei suoi interessi visto che questo ostacolo c’era ovviamente anche prima. Sarebbe stata finalmente l’occasione per discuterne con i cittadini invece di prenderli in giro con speranze inutili. Ma nulla. Non una parola sulle cause dei “debiti pubblici”, sull’aumento progressivo e inevitabile degli interessi da pagare su questi debiti, sulla sovranità monetaria consegnata dagli Stati alle Banche.   continua

 editoriale

Ma la sinistra
sta con i "poteri forti"



di Ida Magli
Italiani Liberi | 09.01.2010


  
 Berlusconi ha annunciato l’intenzione di abbassare le tasse. Un annuncio del quale sembrerebbe logico che tutti gioissero. Invece, no; Bersani, no. La riforma non gli va bene perché: “Favorisce i ricchi”. Favorisce i ricchi, signor Bersani? Ma cosa ha fatto la Sinistra, dalla fine del vecchio PC ad oggi, se non favorire i ricchi? Aver chiamato Prodi a guidare il partito è stato il segnale. Qualcuno si è meravigliato allora che i comunisti si affidassero a un consumato rappresentante della vecchia Democrazia Cristiana per il loro nuovo corso, ma il motivo  lo si è capito in seguito, in base alla politica cui l’Italia da allora è stata piegata e della quale i protagonisti assoluti, da Prodi a Ciampi, sono stati gli uomini della Sinistra: sottrarre a poco a poco la sovranità, l’indipendenza dello Stato ai cittadini per consegnarla ai manipolatori della finanza mondiale attraverso la Banca Centrale Europea; eliminare la moneta nazionale privando lo Stato dell’unico potere che ne garantisce l’esistenza, quello di battere moneta; svendere le più importanti proprietà dei cittadini (dello Stato) affermando che soltanto i privati hanno diritto a possedere i beni indispensabili alla vita di una società.  continua

 editoriale

Dovevamo aiutarli
a casa loro



di Ida Magli
Il Giornale | 09.01.2010


  
 La prima domanda è questa: possibile che gli italiani non siano capaci di raccogliere pomodori, aranci o mandarini? Si tratta di un lavoro che non richiede nessuna competenza o preparazione e che dunque chiunque può fare. Si tratta, inoltre, di bisogni stagionali, prevedibili quindi, sia per la data che per la quantità. Organizzarsi perciò sarebbe facile purché il datore del lavoro fosse disposto a pagarlo nella maniera giusta e non lo mettesse, invece, pur di spendere il meno possibile, nelle mani delle bande criminali che imperversano da anni nelle campagne del Sud. Di solito si obietta a questa esposizione dei fatti, che nessuno in Italia vuol più fare il lavoro di campagna. Questa, però, è una conseguenza, non la causa della mancanza di mano d’opera, i cui motivi sono molto semplici da capire. Il primo è la scarsezza della retribuzione in quanto, come è noto, il prezzo della frutta e degli ortaggi, altissimo alla distribuzione, è bassissimo all’origine. Il secondo, forse più grave, è dovuto al formarsi, per una spontanea e inevitabile legge psico-sociale, di una specie di etichetta deteriore di “appartenenza”, una “evitazione”, quasi come un tabù su un lavoro che diventa “basso” in quanto svolto da chi è ritenuto basso. Se vogliamo, perciò, che non ci sia bisogno di immigrati nelle campagne, è necessario assicurare ai contadini una giusta retribuzione per la loro fatica e fare in modo che non si formi il tabù del lavoro da immigrato, organizzandolo con il rispetto delle norme sindacali e tenendo aggiornati gli elenchi dei lavoratori stagionali così da non dover ricorrere ad una manovalanza reclutata bestialmente dalla criminalità.   continua

 editoriale

Ma con più controlli
ci sarà meno libertà


  More Controls - Less Freedom

di Ida Magli
Il Giornale | 06.01.2010


  
La politica euro-americana segue da diversi anni un indirizzo contrario a qualsiasi ragionevolezza. Dal momento dell’attacco alle Torri Gemelle ad oggi, la dichiarazione di guerra al terrorismo da parte degli Stati Uniti non ha mutato neanche di una virgola, né per quanto riguarda la diagnosi, né per quanto riguarda gli strumenti della battaglia, come se non fosse possibile ammettere errori d’interpretazione o cercare strade di altro tipo per giungere ad una soluzione. L’Europa, a sua volta, salvo qualche piccolo tentativo iniziale di non allineamento alla linea comune da parte della Francia, ha seguito pedissequamente gli Americani come se essere fedeli ad una alleanza non potesse e dovesse comportare consigli anche critici e proposte strategiche alternative. Eppure in Europa, e forse ancor più in Italia, l’analisi del terrorismo islamico si è sviluppata in modo sempre più profondo, con una evidente frattura fra ciò che affermavano i politici, convinti assertori dell’esistenza di gruppi di “fanatici” e degli “stati-canaglia” e ciò che invece appariva ben chiaro sia agli studiosi che ai semplici cittadini, ossia di quale enorme entità fosse per l’Occidente il problema musulmano.   continua

 editoriale

Auguri
politicamente scorretti



  Politically Incorrect Greetings

di Ida Magli
Il Giornale 24.12.2009


  
 Voglio cominciare i miei auguri di Natale mandando una maledizione. Sia maledetto colui che ha ideato il «politicamente corretto» e che lo ha imposto ai popoli d'Occidente. Nessun tiranno è mai stato peggiore di lui; nessun torturatore era ancora mai apparso nella storia d’Europa che, con feroce legge del contrappasso, costringesse a «bloccare» il pensiero proprio coloro la cui civiltà si è costruita cercando di avvicinarsi sempre di più all'essenza, alla verità del pensare. Nulla, d'altra parte, stride di più con ciò che festeggiano i cristiani, che la finzione del politicamente corretto visto che questa è davvero l'unica cosa che Gesù ha condannato: l'ipocrisia, la finzione; il non testimoniare la verità, non affermarla, non riconoscerla. Non si tratta soltanto dei cristiani, dei credenti, ma di tutti: la forza delle parole di Gesù è diventata tessuto della civiltà italiana ed europea in quanto già i Romani si fondavano sulla corrispondenza fra il proprio «essere» e la propria parola, una corrispondenza che ogni uomo sente come «giusta», come «bella».  continua

 editoriale

Le antenate di Venere

di Ida Magli
Il Giornale 23.12.2009


  
Il catalogo della Mostra che porta questo titolo, aperta al Castello Sforzesco di Milano fino a tutto il febbraio 2010, è tanto ricco di informazioni scientifiche quanto pieno di quelle “suggestioni” che immancabilmente suscitano le immagini femminili, anche quelle di 27.000 anni prima di Cristo. Notiamo subito che qui prevalgono i reperti di statuine femminili. Per quanto si tratti di una selezione voluta, non si può fare a meno di riflettere su di un fatto ricorrente e che accomuna le conoscenze che abbiamo di qualsiasi civiltà, sia del passato più remoto che di quello recente: le rappresentazioni femminili sono sempre più numerose di quelle maschili, soprattutto più significative, con l’accentuazione sessuata del loro corpo, il segreto del loro volto sotto la meticolosissima pettinatura. Sembra quasi che gli uomini della preistoria abbiano voluto, come nelle odierne guide turistiche, far apprezzare il loro mondo piazzando qua e là soprattutto immagini di donne. Questo fatto ha talmente colpito la fantasia degli studiosi da far nascere a più riprese, durante gli ultimi due secoli, le più ardite teorie su un originario periodo di matriarcato, di potere delle donne, accompagnate da ipotesi sulla Grande Madre come potentissima divinità, dando luogo a dispute accesissime fra storici ed archeologi invasi da una specie di febbre femminista ante litteram. continua

 editoriale

Berlusconi si chiede
perché sia tanto odiato

di Ida Magli
Il Giornale 17.12.2009


  
 Berlusconi si chiede perché sia tanto odiato. La risposta non gli piacerebbe: perché con lui è diventata palese la crisi finale dei sistemi parlamentari, fondati sulla “rappresentanza”. Si tratta di una crisi che è in atto ormai da molti anni, ma che tutti si rifiutano di vedere nella sua paurosa realtà e che pertanto, almeno per quanto riguarda l’Italia (i parlamenti sono in crisi in tutta l’Europa), ha trovato una pseudo causa nella presenza di un personaggio che, non provenendo dal mondo dei Partiti, l’unico abilitato a rappresentare i cittadini nel sacro recinto del Parlamento, doveva per forza essere portatore di morte e distruzione.  continua
 editoriale

Sovranità monetaria
e debito pubblico

di Ida Magli
Italiani Liberi 21.12.2009


  
Tutti siamo a conoscenza dell’assurda situazione degli Stati che, privi della sovranità monetaria, sono costretti a far dipendere la loro politica dall’entità del debito della Nazione verso i proprietari (grandi finanzieri privati) delle Banche Centrali. Non si può fare a meno, perciò, di rimanere profondamente stupiti che si continui a mantenere il più assoluto silenzio su questo che è il problema fondamentale e ineludibile della nostra economia, perfino in una intervista al Ministro Tremonti, apparentemente a cuore aperto, come quella pubblicata il 19 dicembre scorso dal “Giornale”. L’intervistatore, Nicola Porro, ha più volte messo l’accento sul “debito pubblico” dell’Italia quasi costringendo il Ministro a puntualizzarne l’entità e le conseguenze, cosa che Tremonti ha fatto con l’abituale serietà e sicurezza, indicando le “lezioni” che si possono trarre dalla crisi. Ma della possibilità che lo Stato ricominci, come è suo diritto e dovere, a battere moneta mettendo fine così all’accumulo di un debito che ci sta uccidendo, neanche una parola.   continua

 editoriale

Quella sovranità
della moneta
in mani private

di Ida Magli
Il Giornale 11.12.2009

  Coinage Sovereignity in Private Hands
   Souveraineté monétaire en mains privées 

  
Abbiamo ricominciato a tremare per le banche. Abbiamo ricominciato a tremare addirittura per gli Stati, a rischio di fallimento attraverso i debiti delle banche. Si è alzata anche, in questi frangenti, la voce di Mario Draghi con il suo memento ai governanti: attenzione al debito pubblico e a quello privato; dovete a tutti i costi farli diminuire. Giusto. Ma l’unico modo efficace per farli diminuire è finalmente riappropriarsene. Non è forse giunta l’ora, dopo tutto quanto abbiamo dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri, di sottrarci al loro macroscopico potere?
Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà. 
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 editoriale

La Chiesa sbaglia, l'accoglienza a ogni costo non è integrazione

di Ida Magli
Il Giornale | 08.12.2009

  The Church is mistaken: Acceptance at all costs does not mean Integration.

  
La Chiesa si trova oggi in una situazione difficilissima, di cui, però, sembra non rendersi conto. La crisi interna, che ha drasticamente ridotto, a partire dal Concilio Vaticano II in poi, il numero degli appartenenti agli Ordini religiosi, sia uomini che donne, non ha influito soltanto sulle attività immediatamente legate al culto, come per esempio la gestione delle parrocchie; ma ha reso in qualche modo “invisibile” la vita stessa della Chiesa come organismo diverso dal corpo dei fedeli nella sua spiritualità e che un tempo era socialmente fortissimo, con la presenza ovunque dei Francescani, dei Domenicani, dei Cappuccini, dei Salesiani e delle loro opere. Lo scarso clero rimasto dimostra spesso, purtroppo, di essere culturalmente e intellettualmente povero; tanto più povero in quanto, perlomeno in Occidente, o ripete stanche parole di prediche sempre uguali che non servono a nulla; oppure, rinunciando agli argomenti religiosi, si immette nella discussione dei temi del giorno, quelli che tormentano la nostra vita quotidiana e che non possono essere risolti con il semplicismo della carità. Anzi, diciamolo chiaramente: la Chiesa è venuta meno, ormai da diversi anni, al compito della carità, perché questa richiede una profonda visione delle cause della miseria che affligge tante parti del mondo e una severa, chiarissima condanna dei comportamenti che l’hanno provocata e la provocano.  continua

 editoriale

Basta coi bavagli di Stato - l'Italia voti sui minareti

di Ida Magli
Il Giornale | 02.12.2009

  Enough with the State Gag - Let Italy vote on Minarets

  
I tranquillissimi Svizzeri hanno all’improvviso messo a soqquadro l’Europa intera. Dalle reazioni sorprese, quando non addirittura scandalizzate e irose, da parte delle Istituzioni UE, di fronte al risultato negativo del referendum sui minareti, i cittadini hanno finalmente la prova di ciò che sospettavano ormai da lungo tempo: per i politici la democrazia è il migliore dei governi possibili fin quando i sudditi tacciono. Gli Svizzeri, però, hanno parlato e il loro “no” ai minareti è venuto a sconvolgere quel disegno di omogeneizzazione-dissoluzione delle culture, dei costumi, delle religioni che discende inevitabilmente dalla Carta dei Diritti Umani.  continua

 editoriale

La grande finzione europea

di Ida Magli
Italiani Liberi 24.11.2009

  The Great European Fiction / Two "Mr. Nobody" to create a Superstate

  
Si continua a discutere in Italia della bocciatura di D’Alema alla carica di Ministro degli Esteri europeo ( formalmente detto: “Alto rappresentante per la politica estera europea” per non far capire del tutto, come al solito, ai poveri cittadini di che cosa si tratti) con chiacchiere prive di qualsiasi valore sia da parte della maggioranza che da parte dell’opposizione. Ci si accapiglia intorno alle parole altrettanto vacue di Martin Schulz, capogruppo del partito socialista europeo, il quale si diverte a prendere in giro gli uni e gli altri affermando che è stato Berlusconi a non sostenere in Europa la candidatura di D’Alema e insinuando, quindi, che il Capo del governo italiano l’ha presentata al solo scopo di procurargli una magra figura. continua

 editoriale

Sarà un comunista
a guidare
il Superstato comunista?

di Ida Magli
Il Giornale 13.11.2009

  Will a Communist lead the Communist Superstate?

   Molti cittadini si meravigliano della candidatura di D’Alema alla carica più importante dell’UE. Se ne meravigliano sia quelli della Sinistra, sia e ancor più quelli che stanno dalla parte di Berlusconi. C’è chi ne è talmente stupito da scrivere ai giornali per chiedere  come mai Berlusconi appoggi in una sede internazionale un ex comunista, per giunta un ex comunista che già molte volte si è comportato in passato in modo contrario agli interessi  dell’Italia. Questa è l’ennesima prova che gli Italiani non sanno, e di conseguenza non capiscono, quale sia l’idea che ha fatto progettare e realizzare l’unione europea; ma al tempo stesso è questo il motivo per il quale sia i politici che i giornalisti non hanno mai voluto dare loro vere spiegazioni, tenendo al livello più basso e più ingannevole l’informazione su quello che avveniva.
 continua

 editoriale

Il Governo mondiale
si avvicina

di Ida Magli
Italiani Liberi | 10.11.2009

 The World Government is getting closer

   Anche la Borsa ha gli “invisibili”. E’ questo il sorprendente titolo apparso in prima pagina sul Corriere Economia del 26 ottobre. scorso. Chi sono questi “invisibili”? Certo non è un caso che si alluda agli invisibili nel contesto di normali riflessioni sull’andamento della Borsa. Pare, infatti, che essi siano quasi tutti ricchissimi banchieri, i più grandi capitalisti (dico “pare” perché un alone di mistero li circonda). E’sorprendente invece che compaia apertamente un riferimento, sia pure per scherzosa analogia, a quella élite del Potere che di fatto guida il mondo, ma di cui non si parla mai, e che appunto deve a questo silenzio la sua “invisibilità”. continua