editoriale
ROGO NEL CAMPO, MUORE UN BAMBINO Nomadi, invitiamoli a essere "vivi" di Ida Magli il Giornale | 28.08.2010 Ancora
una volta un bambino è morto nel rogo sviluppatosi in un campo nomadi
abusivo. Questa la notizia di oggi. Ma io ho già scritto molti articoli
per i bambini nomadi morti in un incendio. Per quelli morti a Roma, lo
ricordo con tanta rabbia e con tanto dolore, questo è il terzo (e
speriamo che almeno si salvi il fratellino rimasto gravemente
ustionato). Avevo anche scritto che, almeno noi, gli italiani, non
avremmo più sopportato simili morti e che chiunque difenda la cultura
nomade ne è responsabile. continua
editoriale Un Ministro dell'Interno: Cossiga di Ida Magli il Giornale | 24.08.2010 Sono
molto stupita del coro di elogi che viene rivolto a Cossiga da tutte le
parti. E’ vero che il “Palazzo” non sa fare a meno di cogliere ogni
occasione per vantare se stesso; ma il Cossiga che ha percorso tutti i
gradini della carriera politica senza dare nulla all’Italia, salvo le
battute maligne con le quali aggrediva, sotto false spoglie, amici e
nemici, non merita neanche la minima parte di questa esibizione di
solidarietà corporativa. continua
editoriale L'America rivendichi il diritto alla sacralità di Ground Zero
America must assert the Right of Sacredness for Ground Zero di Ida Magli il Giornale | 05.08.2010 Sembra
un po’ strano, almeno a prima vista, che tocchi all’Europa cominciare
un nuovo ciclo storico: difendere l’America dai suoi stessi errori.
Eppure questo momento è arrivato. Ci siamo accorti delle debolezze, e
delle conseguenti gravissime ripercussioni negative, del sistema
americano di gestione delle “differenze” – differenze etniche,
religiose, culturali – perché dalla fine della seconda guerra mondiale
le abbiamo adottate anche noi, e la legislazione europea, con le sue
norme antirazzismo, antixenofobia, ne è piena. continua
editoriale Il coltello e la prigione del sesso di Ida Magli il Giornale | 03.08.2010 E'
troppo doloroso e troppo difficile fermarsi col pensiero a immaginare
un ragazzo di sedici anni che porta con sé un coltello e lo infila
nell’addome di un ragazzo, o meglio un bambino, di tredici anni, per
riuscire ad andare oltre alla “scena”. Avrei voluto non doverla
commentare perché ho l’impressione che qualsiasi commento interferisca,
sminuendola, con una tragedia assoluta. Tragedia per l’età dei
protagonisti, per il mondo interiore che rivela, per la responsabilità
che tutti noi ne portiamo da quando abbiamo in pratica cancellato i
ruoli e i comportamenti, soprattutto quelli sessuali e amorosi,
connessi alle classi d’età. continua
Cari Italiani Liberi, vi
segnalo in particolar modo la pubblicazione da parte di due esponenti
del PD di un libro a due voci che distrugge tutto quanto è stato detto
fino ad oggi da parte della Sinistra sull’Unione europea. Lo segnalo
perché non capisco quale sia il motivo di una tale drastica decisione.
Enrico Letta è il vicesegretario del maggior partito di Opposizione:
non può aver predisposto una macroscopica smentita di ciò che ha fatto
la Sinistra chiamando appositamente alla propria guida l’uomo, Prodi,
che doveva condurre l’Italia in Europa e, con apposite finanziarie e
tasse ad hoc, vantarsi dell’abbandono della lira per usufruire
dell’euro, senza calcolarne la ricaduta negativa sul proprio partito.
Dunque, perché? Ripeto che non lo so, ma una delle ipotesi possibili è
che abbia messo le mani avanti (sapendo evidentemente qualcosa più di
noi) per l’eventualità del crollo dell’euro. Ho voluto richiamare
l’attenzione di tutti gli amici che leggono il nostro sito sulla
“stranezza” di una simile dichiarazione di fallimento dell’Europa,
affinché ci riflettano, ed eventualmente preparino il da farsi,
soprattutto in funzione dei propri affari di lavoro, economici,
finanziari.
Ida Magli |
|---|
editoriale L'Europa è finita? di Ida Magli il Giornale | 29.07.2010 Io
non so se due uomini importanti del PD, Lucio Caracciolo ed Enrico
Letta (che ne è anche vice segretario) si rendano conto di ciò che
hanno fatto rendendo pubblico il loro pensiero sull’Unione Europea
attraverso un dibattito edito in questi giorni che porta il titolo:
L’Europa è finita? Nonostante il linguaggio tranchant di Caracciolo, e
le terribili vie di fuga sognate da Letta, ritengo di no. E’ talmente
veritiera, infatti, e talmente catastrofica la loro descrizione della
situazione attuale dell’Europa, ma soprattutto la loro consapevolezza
degli evidenti errori compiuti fin dall’inizio nell’edificarla, che ci
si chiede quale possa essere il motivo di una simile confessione.
“Togliere la maschera all’Europa”, come ripete più volte
Caracciolo? Questo significa riconoscere che sono state dette sempre e
soltanto menzogne alle centinaia di milioni di cittadini ai quali è
stata imposta dall’alto, esaltandone benefici inesistenti, non
permettendo mai un dubbio, una domanda critica. continua
editoriale La legge dell'Islam: la moglie si compra e si può picchiare An islamic man arrested because he was beating his wife: “I can do it, she is mine”
di Ida Magli il Giornale | 08.07.2010 Un
marocchino che picchia la moglie non fa quasi più notizia in Italia.
Abbiamo purtroppo dovuto commentare casi ben più gravi, addirittura
l'uccisione di una moglie o di una figlia sulla base di motivazioni
assolutamente incomprensibili e inaccettabili per la legge e per il
costume italiano. Questa volta, però, non sarà inutile tornarci sopra,
per due aspetti particolari. Il primo è che si tratta di un caso non di
una singola esplosione di violenza motivata da una ragione particolare,
ma di maltrattamenti continuati e gravissimi da parte di un marocchino
che vive da parecchio tempo in Italia e che la giovane moglie, sposata
con regolare contratto a Casablanca, ha poi raggiunto nella sua sede
italiana. continua
editoriale Lo sfregio: San Giorgio islamico di Ida Magli il Giornale | 01.07.2010 La
fantasia eresiarca dei nostri amministratori non conosce limiti. È
vero, il palio di Siena non ispira, almeno oggi, nessuna spiritualità;
ma da qui a consegnarne il simbolo, lo stendardo con la figura di un
Santo, alle mani di un fedele di un'altra religione, si passa
dall'eventuale devozione che gli organizzatori della festa
evidentemente non possiedono, a una vera e propria forma di disprezzo.
Disprezzo per i Santi in generale e per San Giorgio in particolare. continua
editoriale Perché il calcio non si addice all'Europa di Ida Magli il Giornale | 27.06.2010 Non
uccidetemi, vi prego. Caro Direttore, cari Lettori, invoco la vostra
“tolleranza”. Lo so, lo so: le vicende della Nazionale sono state
sviscerate sotto tutti gli aspetti possibili dai massimi
competenti del gioco calcistico, dai giornalisti, dai politici, dai
tifosi, per cui sembrerebbe che non ci fosse nient’altro da aggiungere;
ma esistono dei motivi di fondo che nessuno ha affrontato (almeno che
io sappia) e che purtroppo spetta proprio a me cercare di spiegare. continua vedi anche: 
editoriale Da detenuti a soldati del jihad, ora in cella l'islam fa paura
From Prisoners to Jihad Soldiers: Scary Islam in Jail
di Ida Magli il Giornale | 24.05.2010 Fra
i tanti problemi posti dall’eccessiva presenza in Italia d’immigrati,
uno dei più difficili da risolvere è quello dell’alto numero di
musulmani nelle carceri. Si tratta di molte migliaia di persone che si
trovano a vivere una delle esperienze più dolorose, quale appunto
quella della privazione della libertà, in un ambiente dove non si parla
la loro lingua, dove non possono condividere col compagno di cella né
ricordi del passato né progetti per il futuro; dove, insomma, la
“estraneità” della terra d’origine, della patria, della religione, dei
costumi, dei sentimenti, delle abitudini quotidiane, già tanto forte
all’esterno, assume in un certo senso una dimensione “essenziale”.
Soltanto se si fa lo sforzo di comprendere quest’aspetto del vissuto
carcerario dei musulmani, si può rendersi conto di come la scoperta, o
la riscoperta della devozione religiosa, attraverso le cure che in tal
senso porgono loro i più solerti compagni, divenga un legame e una
forza di salvezza. continua
editoriale Denaro e suicidi
Money and Suicide di Ida Magli ItalianiLiberi | 20.05.2010 Nell’azienda di France Telecom
si sono suicidati, dall’inizio del 2008, cinquanta dipendenti, tutti
dirigenti e tecnici. Secondo il rapporto trasmesso alla giustizia
francese dall’Ispettorato del Lavoro, questi suicidi sono la diretta
conseguenza della soppressione di 22.000 posti di lavoro e il
trasferimento di 10.000 dipendenti effettuato dall’azienda negli ultimi
due anni e mezzo. Si tratta di una notizia sconvolgente e che pure
nessuno, neanche a sinistra, ha adeguatamente commentato. Non è
soltanto la perdita del posto di lavoro che può indurre cinquanta
persone (che probabilmente non sarebbero rimaste sul lastrico
trattandosi di personale qualificato) ad uccidersi, ma la sparizione
improvvisa dell’ambiente in cui si vive, della professione in cui si
crede, e la spietatezza con la quale questo ambiente viene dichiarato
inutile e trasformato nelle macerie di una città bombardata. continua
editoriale La sconfitta rosa: tanta pubblicità ma pochi voti
di Ida Magli Il Giornale | 11.05.2010 Riflettere
sui risultati delle elezioni inglesi dal punto di vista degli scarsi
successi ottenuti dai candidati di sesso femminile può naturalmente
essere utile, oltre che per comprendere l’atteggiamento particolare
dell’opinione pubblica britannica in questo campo, anche quello di
altri paesi d’Europa dove per le donne continua ad essere difficile
giungere a ruoli direttivi e di responsabilità pubblica. E’ vero che le
differenze storiche, psicologiche e culturali fra una nazione e l’altra
sono molto forti, ma dopo il lungo itinerario che la questione
femminile ha percorso in Europa dal secondo dopoguerra in poi, prima
con la pressione del femminismo, poi con l’adeguamento legislativo,
almeno in linea di principio nessuno (o quasi nessuno) mette più in
dubbio il diritto delle donne all’uguaglianza. C’è però un “non-detto”,
di risentimento, di frustrazione, che si è accumulato negli ultimi anni
nella coscienza maschile, in maniera diversa da paese a paese perché
erano diversi in partenza i costumi sociali e i rapporti fra i sessi,
ma simile nei risultati, e che andrebbe analizzato in modo oggettivo,
permettendogli di esprimersi ad alta voce in modo da poterne conoscere
e discutere le ragioni. continua
editoriale
Liberiamoci dallo strapotere dei banchieri
Let us get rid of the Bankers’ unbearable Power di Ida Magli Il Giornale | 10.05.2010 O
adesso o mai più. Che cosa aspettiamo a liberarci della sovranità dei
banchieri, della rete fittissima dei loro interessi con i quali ci
hanno avvolto stritolandoci? Perfino Angela Merkel ha perso il
controllo, di fronte alla catastrofe finanziaria di questi giorni, e ha
denunciato ad alta voce quello che qualcuno si azzardava appena a
pensare dentro di sé: “I mercati stanno avviando una battaglia contro i
politici”. Nessuno, però, ha osato commentare quest’affermazione, di
per sé esplosiva e destabilizzante; ma soprattutto incomprensibile per
la maggioranza dei cittadini. Incomprensibile perché ci hanno sempre
lasciato credere che fossero i politici a detenere il massimo potere.
Invece sono i banchieri, giacché fabbricano la moneta, mentre i
politici sono loro soci negli interessi, ossia nel prezzo, fissato dai
banchieri stessi, che paghiamo per farci “prestare” il denaro (il
famoso “debito pubblico”). continua
editoriale
Quella moneta unica ancora in cerca della sua immagine
That common Currency still looking for an Image di Ida Magli Il Giornale | 05.04.2010 In una pagina del Giornale
del 30 aprile scorso tutta dedicata agli attuali problemi monetari,
Giuseppe De Bellis si è soffermato su di un tema essenziale e che era
davvero ora che qualcuno affrontasse: non è soltanto l’economia a fare
la forza di una moneta perché “la vera forza del dollaro è l’immagine dell’America”.
Si tratta di un’affermazione che ovviamente riguarda tutte le monete;
ma purtroppo gli economisti e i banchieri assolutizzano il proprio
campo d’azione (come capita a tutti i dittatori) facendo dipendere la
forza delle monete quasi soltanto dal PIL, dal commercio o dal debito
pubblico di una nazione. E’ vero: è l’idea universale di un’America
“giovane”, entusiasta, energica, vittoriosa, in qualche modo
sostanziata di “futuro”, e pertanto prototipo di una modernità che
rimane sempre tale, ad aver comunicato al dollaro, quasi in forma
sacramentale, questa stessa immagine. E’ indispensabile fare un’identica riflessione nei confronti dell’euro. continua
editoriale
Quella terra d'origine impossibile da sradicare
That Motherland impossible to Uproot di Ida Magli Il Giornale | 05.04.2010 Shahzad
Faisal, un pachistano di trenta anni, naturalizzato americano, sarebbe
l’autore del fallito attentato di New York, ossia di un attentato
contro la sua patria acquisita e che avrebbe dovuto scatenare il
terrore uccidendo molti americani suoi compatrioti. Poche righe, in
apparenza semplicissime, descrivono in realtà una situazione che, nella
sua chiarezza, è però molto difficile da far accettare a coloro che
guidano l’Occidente. “Naturalizzato americano”: è questo il punto.
Politici e amministratori d’Occidente, convinti che sia necessario
annullare il più possibile le differenze fra popoli e nazioni per
ottenere alla fine un mondo uniforme in cui l’uguaglianza regni
sovrana, si sono arrogati il diritto di affermare quali siano, o quali
debbano essere, i sentimenti, gli affetti, le passioni, dei cittadini,
prendendo il posto della natura e della storia. Hanno creduto
perciò che fosse sufficiente, per creare un americano (ma allo
stesso modo anche un italiano, un tedesco, un francese…) scriverlo
sulla carta d’identità. Pericolosissimo, anzi tragico, errore dato che
non c’è cosa più “naturale” (il che significa che nulla o quasi nulla
può cambiarla) che l’amore per la terra, la nazione, la lingua,
la cultura, la storia dalle quali si proviene e che sono
condivise dai propri padri, dai propri fratelli. continua
editoriale
Ma che cosa vuole Fini?
di Ida Magli Il Giornale | 24.04.2010 Ma
che cosa vuole Fini? Sono ormai molti mesi che questa domanda rimbalza
da un giornale all’altro, da un dibattito politico all’altro, senza che
nessuno riesca a fornire una risposta soddisfacente. Si è stancato di
un ruolo troppo statico agli occhi del pubblico? Non vuole apparire
dipendente dalla supremazia di Berlusconi? Non sopporta il successo
della Lega nelle regioni del Nord? Cerca di accreditarsi presso la
Sinistra pensando al futuro post-berlusconiano? Tutti gli interrogativi
sono leciti perché in realtà la risposta è impossibile da trovare se
non ci si convince che tutto ciò che viene detto e fatto va in scena al
solo scopo di porre le premesse di un oscuro progetto. “Oscuro” per due
motivi: perché è composto di due parti, una in contraddizione con
l’altra, e perché lo scopo finale quasi certamente non si realizzerà
nel modo voluto. continua
editoriale
Suicidio in strada, la morte ridotta a banalità
di Ida Magli Il Giornale | 23.04.2010 La
nostra società vive oggi su due piani diversi di percezione dei
significati: quello “reale”, dato dall’insieme dei valori che si sono
creati negli ultimi anni in base alla spinta dei nuovi comportamenti, e
quello “ideale”, che risuona quasi per istinto in base ai valori di un
passato che ha attraversato millenni e che, per quanto superato, non è
però mai stato messo apertamente in discussione. Al centro di questo
profondo disagio c’è la morte. Non la morte in senso filosofico o
teologico, ma la morte così come si è presentata agli uomini fin
dall’inizio della loro storia: il cadavere. La morte, infatti, non è
“pensabile”; è stato sempre e soltanto il cadavere che ha costretto gli
uomini a prendere posizione, e prima di tutto a chiedersi: si
risveglierà? Che cosa ne facciamo? Dove lo mettiamo? Ritornerà?
Antropologi, storici, etnologi sono rimasti stupefatti davanti alle
incredibili manovre che ogni popolo compie, o ha compiuto, intorno al
cadavere; non hanno trovato in nessun altro campo tanta preoccupazione,
tanta varietà di costumi. continua
editoriale
E ora l'Islam diventa il simbolo del Continente
And now Islam becomes the Symbol of Europe di Ida Magli Il Giornale | 21.04.2010 Parlare
di ciò che ha deciso il Consiglio d’Europa fa uno strano effetto: viene
subito alla mente, infatti, il pensiero che una istituzione dal nome
così pomposo e impegnativo quasi certamente gli italiani non sanno
neanche che esiste e tanto meno che cosa ci stia a fare. Frutto di una
vaga idea europeista della Francia e dell’Inghilterra appena uscite
dalla guerra (risale al 1949) e composto dai ministri degli Esteri e da
parlamentari indicati da quasi tutti gli Stati d’Europa, anche non
appartenenti all’UE, il Consiglio d’Europa è uno dei tanti organismi
internazionali che esistono quasi soltanto sulla carta e che assorbono
montagne di denaro pur essendo privi di compiti precisi. Proprio per
questo, però, ogni tanto il Consiglio d’Europa si ricorda di dover
certificare la propria esistenza in vita e si affaccia sulla scena del
mondo con qualche iniziativa sui generis. Questa volta si tratta di un
concorso per la più bella moschea d’Europa. continua
editoriale
Che triste l'occidente che tratta i vecchi come malati terminali
How sad is the West that treats the Elderly as terminally ill di Ida Magli Il Giornale | 14.04.2010 Altro che
“pace”! Sembra proprio che in Occidente l’umanità non sappia fare a
meno di avere a che fare sempre con la morte. Siamo riusciti a
liberarci dell’uccidere e del farci uccidere nelle guerre, dell’obbligo
della leva; siamo riusciti ad assumere soltanto volontari nelle forze
armate, ad eliminare con l’igiene e con i vaccini l’imperversare della
morte nelle epidemie, a curare e guarire la maggior parte delle più
gravi malattie, ma vogliamo che la morte, e il pensiero della morte,
stia sempre in mezzo a noi. continua
editoriale
Il Lazio e i compiti di una donna
di Ida Magli Italiani Liberi | 08.04.2010 Al
governo della regione Lazio è stata eletta una persona piena di energia
e dalla quale tutti si aspettano, anche in base alla sua esperienza di
sindacalista, la messa in ordine dei tanti problemi concreti, quali
quello della sanità e del suo enorme debito, abbandonati da troppo
tempo al loro destino. continua
editoriale
Chi è che vuole a tutti i costi il suicidio della Grecia?
Who wants at all costs the Suicide of Greece? di Raffaello Volpe Italiani Liberi | 27.03.2010 Prestare
denaro alle aziende facendole indebitare fino all’insolvenza e
occultarne gli enormi passivi, per poterle poi acquisire a prezzi
stracciati, è un “metodo” da sempre presente nella storia
dell’economia. Gli usurai l’hanno sempre fatto con i piccoli
proprietari, molti dei quali alla fine si suicidavano. Quello che
colpisce è la sua progressiva estensione a tutto il pianeta, in
particolar modo negli ultimi vent’anni. È così che le multinazionali,
di supporto alle connesse super banche mondiali di proprietà dei
“soliti noti”, si sono appropriate della maggior parte delle aziende
esistenti. continua
editoriale| In
questi giorni si parla spesso del colore “viola” in riferimento al
Popolo di Internet. Ho pensato che potesse interessare gli amici degli
Italiani Liberi un mio piccolo saggio sul “viola”, pubblicato nel lontano 1986,
in cui si trovano molte riflessioni utili a far comprendere come ben si
adatti questo colore conturbante a moltitudini collegate soltanto dalla
parola... |
SCENARIO Dal «popolo viola» al governo del mondo
From the Violet People to the World Government di Ida Magli Il Giornale | 06.03.2010 Pare
che sia stato il finanziere Soros ad assegnare il colore viola al
“Popolo di Internet”. Averlo chiamato “popolo” è con tutta evidenza una
mistificazione in quanto fino a ieri si è identificato come Popolo un
gruppo residente stabilmente in un determinato territorio, unito dalla
lingua, dalla religione, dal passato storico. La somma di molti
individui, quindi, non è un Popolo; ma il passaggio dal virtuale al
reale, chiamando a raccolta i frequentatori della Rete, è stato deciso
per cominciare a dare forma a quella omogeneizzazione mondiale delle
persone, dei mercati e dei governi cui lavora già da molti anni l’alta
finanza. Il vero colpo di genio è stato quello di fornire ad una massa
“liquida” come quella di internet, una specie di “identità” e di comune
appartenenza attraverso un colore unificante. Milioni di persone senza
nome e senza volto, assolutamente ignote l’una all’altra, ma unite dal
“viola”, sono apparse d’un tratto nelle strade e nelle piazze delle
città, convinte di somigliarsi, di ri-conoscersi, e hanno fatto le
prime prove di quella che nelle intenzioni dei grandi finanzieri che
oggi possiedono il mondo, sarà la reductio ad unum dei popoli e la
capacità di governarli a livello globale. continua
editoriale
CROCIFISSO E BURQA Sorpresa, l'Europa riscopre se stessa
Surprise: Europe rediscovers itself
di Ida Magli Il Giornale | 03.03.2010 Può
darsi che si tratti soltanto di una casuale coincidenza. Sembra,
tuttavia, che si possa interpretare come un segnale, per quanto
piccolo, di una nuova tendenza, il fatto che mentre l’Europa ha dato
ragione all’Italia nella questione dell’esposizione del crocifisso nei
luoghi pubblici, i cittadini delle maggiori nazioni dell’UE abbiano
espresso parere contrario, in un apposito sondaggio, all’uso pubblico
del velo totale. Due fatti molto diversi, certamente, ma ambedue di
grande rilievo nella situazione attuale di difficile convivenza dei
cittadini con la maggioranza musulmana degli immigrati, proprio per
quanto riguarda l’atteggiamento di rispetto e di difesa dei propri
costumi e dei propri simboli religiosi; tanto più che fino ad oggi le
autorità politiche e in parte perfino quelle religiose, hanno inculcato
la tolleranza verso gli stranieri molto più che il dovere della fedeltà
a se stessi. continua
editoriale
IMMIGRAZIONE La lezione degli australiani
The Lesson of the Australians
di Ida Magli Il Giornale | 22.02.2010 “Sono
stanco del fatto che questa nazione debba preoccuparsi di sapere se
offendiamo alcuni individui o la loro cultura. La nostra cultura si è
sviluppata attraverso lotte, vittorie, conquiste portate avanti da
milioni di uomini e donne che hanno ricercato la libertà… La maggior
parte degli Australiani crede in Dio. Non si tratta di obbligo di
cristianesimo… ma è un fatto. Se Dio vi offende, vi suggerisco allora
di prendere in considerazione un’altra parte del mondo. Questo è il
NOSTRO PAESE, la NOSTRA TERRA e il NOSTRO STILE DI VITA…se non fate
altro che prendervela con il nostro stile di vita…allora vi incoraggio
fortemente ad approfittare di un’altra grande libertà australiana: IL
DIRITTO AD ANDARVENE.” Chi è che parla così agli immigrati
musulmani? Il peggiore dei “razzisti”, degli “xenofobi”, degli
“integralisti”? Sarebbero, queste, infatti, le etichette pronte per
chiunque avesse pronunciato un tale discorso in Italia, dove è stato
definito “xenofobo” il 45% degli Italiani per aver affermato, in
una apposita rilevazione statistica, di non gradire la presenza degli
stranieri. E’ il signor John Howard, invece, ex Capo del Governo
australiano, che ama il suo paese, che non tradisce la propria patria e
i propri concittadini, e che non esita a dire alcune indiscutibili
verità. continua
editoriale
AVVERTENZA IMPORTANTE PER I LETTORI Riflessioni attuali su Banche e Banchieri
Present-day Considerations about Banks and Bankers
di Ida Magli ItalianiLiberi | 27.01.2010 Ringrazio
tutti coloro (e sono molti) che mi hanno scritto compiacendosi della
pubblicazione su di quotidiano politico (Il Giornale) del mio articolo
sulla questione della sovranità monetaria. Il silenzio da parte di
tutti gli organi d’informazione, su un argomento determinante per
l’indipendenza politica ed economica della Nazione come questo, è
sempre stato così assoluto che l’apparizione di un solo articolo ha
suscitato meraviglia e addirittura entusiasmo da parte dei lettori, sia
di quelli che ignoravano del tutto il problema, sia e soprattutto di
quelli che si battono da anni in questo campo ma che sanno bene che il
silenzio dei giornalisti rappresenta la prova sostanziale
dell’impossibilità di uscire dalla prigione. Ebbene io prego tutti di non scrivere a me ma al Direttore Vittorio Feltri;
di inondarlo di lettere, o nella rubrica apposita del sito web del
Giornale, o in quella del quotidiano a stampa, oppure nelle rubriche
riservate ai Lettori di altri organi di informazione perché, senza
l’interesse e l’appoggio forte, esplicito, il più numeroso possibile
dei Lettori, lo sforzo che è stato fatto per uscire allo scoperto non
servirà a nulla. Nessuno ci tornerà più sopra o, diciamo meglio, a
nessuno sarà più permesso tornarci sopra. Si tratta di una battaglia
davvero all’ultimo sangue, alla quale, però, tutti possono partecipare
purché non si lasci spazio al silenzio neanche per un giorno. Banche,
Banche, Banche: dobbiamo parlare sempre di Banche... continua
editoriale
I padroni degli Stati
The Masters of the States di Ida Magli ItalianiLiberi | 17.01.2010 Da
molti giorni si discute di tasse: tagliarle, non tagliarle, con la
conclusione, abbastanza assurda, che questo non si può fare, come ha
detto Berlusconi, a causa “dell’eccessivo debito pubblico e
dell’aumento degli interessi da pagare su questo debito”. Assurda nel
senso che non si capisce perché mai il Governo abbia avanzato
un’ipotesi del genere se non aveva intenzione di passar sopra al
problema del debito pubblico e dei suoi interessi visto che questo
ostacolo c’era ovviamente anche prima. Sarebbe stata finalmente
l’occasione per discuterne con i cittadini invece di prenderli in giro
con speranze inutili. Ma nulla. Non una parola sulle cause dei “debiti
pubblici”, sull’aumento progressivo e inevitabile degli interessi da
pagare su questi debiti, sulla sovranità monetaria consegnata dagli
Stati alle Banche. continua
editoriale
Ma la sinistra sta con i "poteri forti"
di Ida Magli Italiani Liberi | 09.01.2010 Berlusconi
ha annunciato l’intenzione di abbassare le tasse. Un annuncio del quale
sembrerebbe logico che tutti gioissero. Invece, no; Bersani, no. La
riforma non gli va bene perché: “Favorisce i ricchi”. Favorisce i
ricchi, signor Bersani? Ma cosa ha fatto la Sinistra, dalla fine del
vecchio PC ad oggi, se non favorire i ricchi? Aver chiamato Prodi a
guidare il partito è stato il segnale. Qualcuno si è meravigliato
allora che i comunisti si affidassero a un consumato rappresentante
della vecchia Democrazia Cristiana per il loro nuovo corso, ma il
motivo lo si è capito in seguito, in base alla politica cui l’Italia
da allora è stata piegata e della quale i protagonisti assoluti, da
Prodi a Ciampi, sono stati gli uomini della Sinistra: sottrarre a poco
a poco la sovranità, l’indipendenza dello Stato ai cittadini per
consegnarla ai manipolatori della finanza mondiale attraverso la Banca
Centrale Europea; eliminare la moneta nazionale privando lo Stato
dell’unico potere che ne garantisce l’esistenza, quello di battere
moneta; svendere le più importanti proprietà dei cittadini (dello
Stato) affermando che soltanto i privati hanno diritto a possedere i
beni indispensabili alla vita di una società. continua
editoriale
Dovevamo aiutarli a casa loro
di Ida Magli Il Giornale | 09.01.2010 La
prima domanda è questa: possibile che gli italiani non siano capaci di
raccogliere pomodori, aranci o mandarini? Si tratta di un lavoro che
non richiede nessuna competenza o preparazione e che dunque chiunque
può fare. Si tratta, inoltre, di bisogni stagionali, prevedibili
quindi, sia per la data che per la quantità. Organizzarsi perciò
sarebbe facile purché il datore del lavoro fosse disposto a pagarlo
nella maniera giusta e non lo mettesse, invece, pur di spendere il meno
possibile, nelle mani delle bande criminali che imperversano da anni
nelle campagne del Sud. Di solito si obietta a questa esposizione dei
fatti, che nessuno in Italia vuol più fare il lavoro di campagna.
Questa, però, è una conseguenza, non la causa della mancanza di mano
d’opera, i cui motivi sono molto semplici da capire. Il primo è la
scarsezza della retribuzione in quanto, come è noto, il prezzo della
frutta e degli ortaggi, altissimo alla distribuzione, è bassissimo
all’origine. Il secondo, forse più grave, è dovuto al formarsi, per una
spontanea e inevitabile legge psico-sociale, di una specie di etichetta
deteriore di “appartenenza”, una “evitazione”, quasi come un tabù su un
lavoro che diventa “basso” in quanto svolto da chi è ritenuto basso. Se
vogliamo, perciò, che non ci sia bisogno di immigrati nelle campagne, è
necessario assicurare ai contadini una giusta retribuzione per la loro
fatica e fare in modo che non si formi il tabù del lavoro da immigrato,
organizzandolo con il rispetto delle norme sindacali e tenendo
aggiornati gli elenchi dei lavoratori stagionali così da non dover
ricorrere ad una manovalanza reclutata bestialmente dalla criminalità. continua
editoriale
Ma con più controlli ci sarà meno libertà
More Controls - Less Freedom di Ida Magli Il Giornale | 06.01.2010 La
politica euro-americana segue da diversi anni un indirizzo contrario a
qualsiasi ragionevolezza. Dal momento dell’attacco alle Torri Gemelle
ad oggi, la dichiarazione di guerra al terrorismo da parte degli Stati
Uniti non ha mutato neanche di una virgola, né per quanto riguarda la
diagnosi, né per quanto riguarda gli strumenti della battaglia, come se
non fosse possibile ammettere errori d’interpretazione o cercare strade
di altro tipo per giungere ad una soluzione. L’Europa, a sua volta,
salvo qualche piccolo tentativo iniziale di non allineamento alla linea
comune da parte della Francia, ha seguito pedissequamente gli Americani
come se essere fedeli ad una alleanza non potesse e dovesse comportare
consigli anche critici e proposte strategiche alternative. Eppure in
Europa, e forse ancor più in Italia, l’analisi del terrorismo islamico
si è sviluppata in modo sempre più profondo, con una evidente frattura
fra ciò che affermavano i politici, convinti assertori dell’esistenza
di gruppi di “fanatici” e degli “stati-canaglia” e ciò che invece
appariva ben chiaro sia agli studiosi che ai semplici cittadini, ossia
di quale enorme entità fosse per l’Occidente il problema musulmano. continua
editoriale
Auguri politicamente scorretti
Politically Incorrect Greetings di Ida Magli Il Giornale | 24.12.2009 Voglio
cominciare i miei auguri di Natale mandando una maledizione. Sia
maledetto colui che ha ideato il «politicamente corretto» e che lo ha
imposto ai popoli d'Occidente. Nessun tiranno è mai stato peggiore di
lui; nessun torturatore era ancora mai apparso nella storia d’Europa
che, con feroce legge del contrappasso, costringesse a «bloccare» il
pensiero proprio coloro la cui civiltà si è costruita cercando di
avvicinarsi sempre di più all'essenza, alla verità del pensare. Nulla,
d'altra parte, stride di più con ciò che festeggiano i cristiani, che
la finzione del politicamente corretto visto che questa è davvero
l'unica cosa che Gesù ha condannato: l'ipocrisia, la finzione; il non
testimoniare la verità, non affermarla, non riconoscerla. Non si tratta
soltanto dei cristiani, dei credenti, ma di tutti: la forza delle
parole di Gesù è diventata tessuto della civiltà italiana ed europea in
quanto già i Romani si fondavano sulla corrispondenza fra il proprio
«essere» e la propria parola, una corrispondenza che ogni uomo sente
come «giusta», come «bella». continua
editoriale
Le antenate di Venere di Ida Magli Il Giornale | 23.12.2009 Il
catalogo della Mostra che porta questo titolo, aperta al Castello
Sforzesco di Milano fino a tutto il febbraio 2010, è tanto ricco di
informazioni scientifiche quanto pieno di quelle “suggestioni” che
immancabilmente suscitano le immagini femminili, anche quelle di 27.000
anni prima di Cristo. Notiamo subito che qui prevalgono i reperti di
statuine femminili. Per quanto si tratti di una selezione voluta, non
si può fare a meno di riflettere su di un fatto ricorrente e che
accomuna le conoscenze che abbiamo di qualsiasi civiltà, sia del
passato più remoto che di quello recente: le rappresentazioni femminili
sono sempre più numerose di quelle maschili, soprattutto più
significative, con l’accentuazione sessuata del loro corpo, il segreto
del loro volto sotto la meticolosissima pettinatura. Sembra quasi che
gli uomini della preistoria abbiano voluto, come nelle odierne guide
turistiche, far apprezzare il loro mondo piazzando qua e là soprattutto
immagini di donne. Questo fatto ha talmente colpito la fantasia degli
studiosi da far nascere a più riprese, durante gli ultimi due secoli,
le più ardite teorie su un originario periodo di matriarcato, di potere
delle donne, accompagnate da ipotesi sulla Grande Madre come
potentissima divinità, dando luogo a dispute accesissime fra storici ed
archeologi invasi da una specie di febbre femminista ante litteram. continua
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Berlusconi si chiede perché sia tanto odiato di Ida Magli Il Giornale | 17.12.2009 Berlusconi
si chiede perché sia tanto odiato. La risposta non gli piacerebbe:
perché con lui è diventata palese la crisi finale dei sistemi
parlamentari, fondati sulla “rappresentanza”. Si tratta di una crisi
che è in atto ormai da molti anni, ma che tutti si rifiutano di vedere
nella sua paurosa realtà e che pertanto, almeno per quanto riguarda
l’Italia (i parlamenti sono in crisi in tutta l’Europa), ha trovato una
pseudo causa nella presenza di un personaggio che, non provenendo dal
mondo dei Partiti, l’unico abilitato a rappresentare i cittadini nel
sacro recinto del Parlamento, doveva per forza essere portatore di
morte e distruzione. continua
editoriale
Sovranità monetaria e debito pubblico di Ida Magli Italiani Liberi | 21.12.2009 Tutti
siamo a conoscenza dell’assurda situazione degli Stati che, privi della
sovranità monetaria, sono costretti a far dipendere la loro politica
dall’entità del debito della Nazione verso i proprietari (grandi
finanzieri privati) delle Banche Centrali. Non si può fare a meno,
perciò, di rimanere profondamente stupiti che si continui a mantenere
il più assoluto silenzio su questo che è il problema fondamentale e
ineludibile della nostra economia, perfino in una intervista al
Ministro Tremonti, apparentemente a cuore aperto, come quella
pubblicata il 19 dicembre scorso dal “Giornale”. L’intervistatore,
Nicola Porro, ha più volte messo l’accento sul “debito pubblico”
dell’Italia quasi costringendo il Ministro a puntualizzarne l’entità e
le conseguenze, cosa che Tremonti ha fatto con l’abituale serietà e
sicurezza, indicando le “lezioni” che si possono trarre dalla crisi. Ma
della possibilità che lo Stato ricominci, come è suo diritto e dovere,
a battere moneta mettendo fine così all’accumulo di un debito che ci
sta uccidendo, neanche una parola. continua
editoriale
Quella sovranità della moneta in mani private di Ida Magli Il Giornale | 11.12.2009 Coinage Sovereignity in Private Hands Souveraineté monétaire en mains privées
Abbiamo
ricominciato a tremare per le banche. Abbiamo ricominciato a tremare
addirittura per gli Stati, a rischio di fallimento attraverso i debiti
delle banche. Si è alzata anche, in questi frangenti, la voce di Mario
Draghi con il suo memento ai governanti: attenzione al debito pubblico
e a quello privato; dovete a tutti i costi farli diminuire. Giusto. Ma
l’unico modo efficace per farli diminuire è finalmente
riappropriarsene. Non è forse giunta l’ora, dopo tutto quanto abbiamo
dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri,
di sottrarci al loro macroscopico potere? Per prima cosa informando
con correttezza i cittadini di ciò che in grande maggioranza non sanno,
ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in
circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle
banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una cosa
simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà. continua
editoriale
La Chiesa sbaglia, l'accoglienza a ogni costo non è integrazione di Ida Magli Il Giornale | 08.12.2009 The Church is mistaken: Acceptance at all costs does not mean Integration.
La
Chiesa si trova oggi in una situazione difficilissima, di cui, però,
sembra non rendersi conto. La crisi interna, che ha drasticamente
ridotto, a partire dal Concilio Vaticano II in poi, il numero degli
appartenenti agli Ordini religiosi, sia uomini che donne, non ha
influito soltanto sulle attività immediatamente legate al culto, come
per esempio la gestione delle parrocchie; ma ha reso in qualche modo
“invisibile” la vita stessa della Chiesa come organismo diverso dal
corpo dei fedeli nella sua spiritualità e che un tempo era socialmente
fortissimo, con la presenza ovunque dei Francescani, dei Domenicani,
dei Cappuccini, dei Salesiani e delle loro opere. Lo scarso clero
rimasto dimostra spesso, purtroppo, di essere culturalmente e
intellettualmente povero; tanto più povero in quanto, perlomeno in
Occidente, o ripete stanche parole di prediche sempre uguali che non
servono a nulla; oppure, rinunciando agli argomenti religiosi, si
immette nella discussione dei temi del giorno, quelli che tormentano la
nostra vita quotidiana e che non possono essere risolti con il
semplicismo della carità. Anzi, diciamolo chiaramente: la Chiesa è
venuta meno, ormai da diversi anni, al compito della carità, perché
questa richiede una profonda visione delle cause della miseria che
affligge tante parti del mondo e una severa, chiarissima condanna dei
comportamenti che l’hanno provocata e la provocano. continua
editoriale
Basta coi bavagli di Stato - l'Italia voti sui minareti di Ida Magli Il Giornale | 02.12.2009 Enough with the State Gag - Let Italy vote on Minarets
I tranquillissimi
Svizzeri hanno all’improvviso messo a soqquadro l’Europa intera. Dalle
reazioni sorprese, quando non addirittura scandalizzate e irose, da
parte delle Istituzioni UE, di fronte al risultato negativo del
referendum sui minareti, i cittadini hanno finalmente la prova di ciò
che sospettavano ormai da lungo tempo: per i politici la democrazia è
il migliore dei governi possibili fin quando i sudditi tacciono. Gli
Svizzeri, però, hanno parlato e il loro “no” ai minareti è venuto a
sconvolgere quel disegno di omogeneizzazione-dissoluzione delle
culture, dei costumi, delle religioni che discende inevitabilmente
dalla Carta dei Diritti Umani. continua
editoriale
La grande finzione europea di Ida Magli Italiani Liberi | 24.11.2009 The Great European Fiction / Two "Mr. Nobody" to create a Superstate
Si
continua a discutere in Italia della bocciatura di D’Alema alla carica
di Ministro degli Esteri europeo ( formalmente detto: “Alto
rappresentante per la politica estera europea” per non far capire del
tutto, come al solito, ai poveri cittadini di che cosa si tratti) con
chiacchiere prive di qualsiasi valore sia da parte della maggioranza
che da parte dell’opposizione. Ci si accapiglia intorno alle parole
altrettanto vacue di Martin Schulz, capogruppo del partito socialista
europeo, il quale si diverte a prendere in giro gli uni e gli altri
affermando che è stato Berlusconi a non sostenere in Europa la
candidatura di D’Alema e insinuando, quindi, che il Capo del governo
italiano l’ha presentata al solo scopo di procurargli una magra figura. continua
editoriale
Sarà un comunista a guidare il Superstato comunista? di Ida Magli Il Giornale | 13.11.2009 Will a Communist lead the Communist Superstate?
Molti
cittadini si meravigliano della candidatura di D’Alema alla carica più
importante dell’UE. Se ne meravigliano sia quelli della Sinistra, sia e
ancor più quelli che stanno dalla parte di Berlusconi. C’è chi ne è
talmente stupito da scrivere ai giornali per chiedere come mai
Berlusconi appoggi in una sede internazionale un ex comunista, per
giunta un ex comunista che già molte volte si è comportato in passato
in modo contrario agli interessi dell’Italia. Questa è l’ennesima
prova che gli Italiani non sanno, e di conseguenza non capiscono, quale
sia l’idea che ha fatto progettare e realizzare l’unione europea; ma al
tempo stesso è questo il motivo per il quale sia i politici che i
giornalisti non hanno mai voluto dare loro vere spiegazioni, tenendo al
livello più basso e più ingannevole l’informazione su quello che
avveniva. continua
editoriale
Il Governo mondiale si avvicina di Ida Magli Italiani Liberi | 10.11.2009 The World Government is getting closer
Anche la Borsa ha gli “invisibili”.
E’ questo il sorprendente titolo apparso in prima pagina sul Corriere
Economia del 26 ottobre. scorso. Chi sono questi “invisibili”? Certo
non è un caso che si alluda agli invisibili nel contesto di normali
riflessioni sull’andamento della Borsa. Pare, infatti, che essi siano
quasi tutti ricchissimi banchieri, i più grandi capitalisti (dico
“pare” perché un alone di mistero li circonda). E’sorprendente invece
che compaia apertamente un riferimento, sia pure per scherzosa
analogia, a quella élite del Potere che di fatto guida il mondo, ma di
cui non si parla mai, e che appunto deve a questo silenzio la sua
“invisibilità”. continua
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