|
Montezemolo
ha venduto il 5% della Ferrari agli Emirati Arabi. Dire Arabi
significa dire musulmani. E i musulmani possiedono enormi ricchezze
(tanto più che lasciano nella più estrema povertà i propri sudditi)
con le quali comprano le nostre aziende, le nostre case, i nostri
negozi, i nostri territori, le nostre banche, i nostri giornali. Gli
Agnelli avevano già venduto buona parte della Fiat a Gheddafi, il
quale ci tratta giustamente da umili servi inviandoci migliaia di
africani musulmani “poveri” cui lui, da perfetto osservante del
Corano, non porge neanche un dito ben sapendo che gli servono per
impadronirsi dell’Italia. D’altra parte perchè non dovrebbe
comportarsi verso i suoi sudditi esattamente come i nostri governanti
si comportano verso di noi? I sudditi sono strumenti da utilizzare per
gli scopi di coloro che detengono il potere: che siano generali,
monarchi, imperatori, dittatori o parlamentari delegati dal popolo non
fa differenza.
Gli africani sono mantenuti nella miseria e nel degrado per poterli
sradicare dalla loro terra, dai loro costumi costringendoli ad
emigrare in Italia (e in Europa) per poterla conquistare. Gli Italiani
e i cittadini degli altri Stati europei a loro volta sono costretti
dai propri governanti a lasciarsi conquistare, spodestare, senza poter
neanche aprire bocca per difendersi perchè il grande progetto europeo
consiste proprio in questo: la cancellazione della cultura
occidentale.
Ogni giorno si compie un passo in questa direzione. Arrivano a
migliaia, con il permesso e senza permesso, e non sappiamo neanche con
precisione quanti siano perchè i nostri governanti non vogliono
farcelo sapere. Però è sufficiente ciò che si vede. Torino (non per
nulla la città della Fiat) è già tutta di loro proprietà. Sono di loro
proprietà interi quartieri di Roma, a partire dalla Stazione Termini
come centro di una diffusione a raggiera che giunge a tutte le
periferie. A Firenze si sono impadroniti di una vastissima zona
intorno al Duomo acquistando appartamenti, palazzi, negozi nei quali
vendono ai turisti le merci più famose per la loro antica e pregiata
produzione come “fiorentina” (gli oggetti in pelle, per esempio).
Hanno anche dato vita a una specie di catena che rende riconoscibile i
loro negozi con i nomi di “Michelangelo I”, “Michelangelo 2”,
“Raffaello I”, “Raffaello 2”, nomi che nessun negoziante italiano
aveva mai osato utilizzare (naturalmente è l’Amministrazione Comunale
che approva insegne e nomi). Ma perchè dovrebbero sentire del rispetto
per i grandi di una terra che non è la loro? Giustamente ci sfruttano
come tutti i conquistatori hanno sempre fatto.
Lo ripeto: le colpe sono tutte nostre che tacciamo e subiamo; e
tacciamo e subiamo anche davanti ai nostri governanti che ci vogliono
eliminare con questo metodo “non violento”.
Se lo scopo dei nostri politici non fosse appunto questo, dovrebbero
immediatamente vietare con una legge apposita l’acquisto di qualsiasi
bene immobiliare a chi non è cittadino italiano e residente in Italia
da almeno trent’anni. Inoltre si dovrebbe chiedere subito ed ottenere
con assoluta determinazione per l’Italia alcune eccezioni alle norme
dei trattati europei. Per prima quella riguardante la libertà di
trasferirsi da un paese all’altro nell’ambito della Comunità
prendendovi la residenza e con diritto di voto attivo e passivo nelle
elezioni amministrative anche per chi ha la cittadinanza in un paese
diverso. Solo una follia suicida-omicida può aver suggerito simili
leggi ai nostri governanti. Si pensa forse che saranno in grande
maggioranza gli Italiani a trasferirsi per esempio in Svezia o in
Polonia piuttosto che gli Svedesi o i Polacchi a trasferirsi in
Italia? In Italia ce ne sono già delle vere e proprie colonie. Inoltre
si trasferiscono da noi non soltanto i “veri” Svedesi e i “veri”
Polacchi ma anche quegli immigrati africani, ovviamente musulmani, che
hanno avuto subito in quei paesi la cittadinanza. Sia sufficiente
sapere, per farsi un’idea di quello che sta succedendo, che in Svezia
più del 20% della popolazione è formata da immigrati.
Questi sono i fatti. Rimane soltanto una domanda alla quale non si sa
che cosa rispondere: pensano forse i politici che stanno uccidendo i
propri popoli di poter continuare a regnare una volta che gli
stranieri saranno abbastanza forti da imporre la propria volontà e la
propria religione? □
Roma, 9 Agosto 2005
|