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Ratzinger
lamenta, con la sicurezza di affermare le cose più giuste del
mondo, che gli uomini non siano liberi ovunque di coltivare la propria
religione, e che questa situazione sia dovuta al relativismo delle
culture laiciste.
Gli errori concettuali e storici contenuti in queste affermazioni sono
talmente gravi e profondi che sarebbe necessario un grosso trattato di
metodologia scientifica, storica e antropologica per esporne anche
soltanto i presupposti; cosa che qui ovviamente non è possibile
fare. Vogliamo però richiamare l’attenzione dei lettori su
questo problema attenendoci esclusivamente ad alcune affermazioni della
Chiesa riportate con grande risalto dai giornali proprio in questi
ultimi giorni.
La Chiesa ha deciso che il “Limbo”, quel luogo privo della
visione di Dio assegnato nei secoli passati a coloro che morivano senza
essere stati battezzati, non esiste. Meno male, direte voi. Se non
fosse che questo amaro destino ha costituito la più grande
angoscia delle madri cristiane le quali si disperavano per i loro
bambini morti prima di nascere e condannati quindi, non soltanto a non
godere della vita dei Beati per tutta l’eternità ma anche
a non poter vivere questa beatitudine insieme alla propria madre,
separati in assoluto da lei.
Ebbene in base all’assolutezza della logica teologica e alle sue
conseguenze, con la stessa disinvoltura di chi detiene il Potere con la
quale oggi la Chiesa afferma che il “Limbo” non esiste, era
stato stabilito che la donna morta durante la gravidanza (non
c’è bisogno di ricordare che le donne facevano circa un
figlio all’anno e che l’eventualità della loro morte
era frequentissima) fosse seppellita in terra sconsacrata dato che
portava dentro di sé il feto non battezzato. Affidate al Potere
della stessa assolutezza logica le madri si sottoponevano al taglio
cesareo, sapendo che questo comportava con certezza sia la propria
morte che quella del figlio e sofferenze atroci (l’anestesia ha
cominciato ad essere praticata soltanto nella seconda metà del
1800 e all’Ospedale Maggiore di Milano il primo cesareo con
sopravvivenza della madre è avvenuto nel 1830) pur di far
battezzare il figlio ancora vivo in modo da garantirgli il Paradiso.
(Per il divieto di seppellimento in terra consacrata si può
vedere Erikson, Carolly: The Medieval Vision, New York, Oxford
University Press, 1976 e Aries, Philippe: Storia della morte in
Occidente dal Medio Evo ai nostri giorni, tr. dal franc. Milano,
Rizzoli, 1978; per le informazioni sul parto vedi: Notizie storiche
sulla ospitalità e didattica ostetrica milanese raccolte da
Carlo Decio, Pavia-Milano, 1906). Nessuna di queste donne è mai
stata considerata martire della propria fede, vittima della Chiesa.
Quali giustificazioni può portare Ratzinger ai comportamenti
della Chiesa se non proprio quel “relativismo” che condanna
con tanta sicurezza? Relativismo significa appunto che ogni convinzione
teorica così come ogni comportamento sia individuale che di
gruppo va giudicato in base al periodo storico, al modello culturale
della società nella quale si manifesta. Pretendere che le
religioni siano escluse da qualsiasi giudizio, considerate
“assolute” nelle loro affermazioni, significa che dalla
storia non soltanto non hanno imparato nulla, ma che sono
pericolosissime perché rifiutano il dovere di imparare che
incombe su tutti gli uomini, ma soprattutto su coloro che detengono il
Potere. □
Roma, 05 Dicembre 2005
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