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eDITORIALE
Dire la verità di Ida Magli ItalianiLiberi | 01.06.2011
Più
di un terzo dell’elettorato non ha votato: possiamo essere certi che si
tratta in grande maggioranza di elettori del centro destra.
L’astensione altissima alle provinciali segnala anche qualcosa di più:
la protesta per la mancata abolizione delle province. Parto da questo
punto per un’analisi dei motivi della sconfitta un po’ diversa da
quelle prospettate fino adesso. Bisogna, infatti, che i politici
berlusconiani guardino bene in faccia prima di tutto una realtà: i loro
elettori non sono bambini cui offrire caramelle ma persone serissime,
che conoscono in profondità i problemi dell’Italia e che hanno scelto
l’occasione del voto amministrativo, proprio perché non è decisivo, per
gridare a Berlusconi e a Bossi che la loro pazienza è finita e
che, di conseguenza, debbono affrontare i problemi veri prima
delle politiche.
Sebbene la battaglia elettorale sia
stata accesissima, non è servita a rassicurare gli elettori del centro
destra perché non è stata detta nessuna verità. Quali erano gli
argomenti dei quali bisognava parlare e che avrebbero suscitato
l’interesse critico in tutti? Prima di tutto il debito pubblico, la
crisi dell’euro, il continuo richiamo della Banca centrale europea ai
famosi “sacrifici”, sacrifici per i quali la cultura deve andare
in malora … Crede, forse, Berlusconi, che i suoi elettori non sappiano
che siamo chiusi nella prigione della mancanza di sovranità monetaria?
Che è questo il motivo per il quale non si possono abbassare le tasse?
Crede forse Berlusconi che gli elettori siano degli analfabeti che si
occupano soltanto di calcio? Se non si discutono questi argomenti, se
non se ne dimostrano le conseguenze negative in tutti i campi, si
perdono i voti della propria parte e non si toglie neanche un
voto alle sinistre perché l’europeismo, il mondialismo,
l’internazionalismo, il mercato comune, la moneta comune sono i valori
delle sinistre. I famosi “poteri forti” non se ne sono stati di certo a
guardare.
E la guerra alla Libia? Di sicuro non è stata la
sinistra a soffrire di un tale voltafaccia dato che i rapporti
amichevoli con Gheddafi, i contratti per le aziende italiane, il freno
all’emigrazione clandestina erano esclusivamente opera di Berlusconi.
Perché non è stata detta una parola in proposito? Si pensa, forse, che
non stiano a cuore ai Milanesi? Non parliamo, poi, dei leghisti, veri e
propri esperti di questi problemi, abituati a discutere con
disinvoltura della possibilità o della convenienza per l’Italia di
uscire dall’euro, di sospendere il trattato di Schengen per poter
fronteggiare l’immigrazione clandestina e che, viceversa, hanno
assistito con stupore e con rabbia alle esitazioni, alle debolezze, ai
cedimenti dei propri politici, incapaci di opporsi a poteri più che
forti: fortissimi. Continuare a fingere di stare da tutte e due le
parti serve soltanto a perdere.
Bisogna aggiungere a
tutti questi aspetti negativi l’atmosfera grigia intellettualmente,
culturalmente, artisticamente, creata dal centro destra e che è
diventata con il passare del tempo tanto pesante da togliere il
respiro. Manca qualsiasi sussulto critico, qualsiasi iniziativa
dell’intelligenza, perfino nell’ambito religioso, dove tanti credenti,
che pure votano per il centro destra, vorrebbero poter discutere
il proprio disaccordo con le gerarchie, ma non trovano lo spazio
adatto. Dove e come farlo, infatti? Nell’ambito politico Berlusconi e
Bossi hanno accuratamente scartato qualsiasi persona che possedesse il
minimo prestigio intellettuale e, per maggiore sicurezza, non hanno
creato nessuno strumento dove l’intelligenza potesse fare capolino. Nel
centro destra non esiste né una rivista né un programma televisivo di
cultura: nulla. Sono state mortificate così le forze migliori, le
uniche che potevano e forse possono ancora sconfiggere le sinistre.
Berlusconi ha sempre detto che voleva salvare l’Italia dal comunismo:
il mondialismo, il multiculturalismo, il primato dell’economia e del
mercato sono figli di Marx, e sono “idee” prima di essere fatti. Non si
possono vincere se non con altre idee e ingaggiando una durissima
battaglia a viso aperto.
Ida Magli Roma, 31 Maggio 2011
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